ORA E SEMPRE RESISTENZA

C’è voluto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha citato una delle frasi famose di Piero Calamandrei, a riportare sotto la giusta luce la festa nazionale della Liberazione del 25 Aprile che La Russa e Meloni hanno… travisato.

Ammetto che Ignazio Benito Maria La Russa mi sta quasi simpatico. Forse perché è spiritoso e interista che è sempre meglio che essere antipatico e juventino. Quando è diventato presidente del Senato gli hanno detto che poteva essere incompatibile con la carica di presidente dell’Inter Club Montecitorio e lui promise che, nel caso, si sarebbe dimesso da presidente del Senato. Ecco. Ci pensi. Perché quanto ha detto sulla Costituzione lo meriterebbe. L’Ignazio, a differenza del ministro agricolo per meriti cognateschi che ha ammesso di essere ignorante, è pure laureato in Giurisprudenza, avvocato penalista e cassazionista, sulla Costituzione ha giurato e ci sembra strano che non la ricordi o non l’abbia addirittura letta. La seconda carica dello Stato ha affermato, forse in un momento di amnesia, malafede o goliardia, che non c’è scritto che la Costituzione è antifascista. Quindi deve essergli sfuggito il punto della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione Italiana che vieta la riorganizzazione del Partito Nazionale Fascista. Pur essendo inserita tra le disposizioni transitorie e finali, ha carattere permanente e valore giuridico pari a quello delle altre norme della Costituzione. Inoltre, se non ci fosse stato scritto esplicitamente, l’antifascismo è insito e si desumerebbe dal testo costituzionale che riassume tutti i diritti e le libertà che il regime fascista eliminò per un ventennio. Insomma se i Costituenti hanno scritto così la Carta costituzionale, legge fondamentale dello Stato, fonte primaria del diritto, è proprio per disegnare uno Stato il più lontano possibile dalla pessima esperienza fatta negli anni precedenti. Per il figlio di senatore missino quindi, sarebbe forse come dire che se in un romanzo a luci rosse non c’è scritta la parola sesso, a questo non si faccia comunque riferimento? Ma mi faccia il piacere, direbbe Totò.

Inoltre Benito Maria confonde, in verità qui in compagnia della Presidentessa del Consiglio dei Ministri, la Libertà che tutti accomuna in Italia, anche quel Jan Palach che ha omaggiato il 25 Aprile e che per essa e per protesta verso l’invasione sovietica di Praga nel 1968 si diede fuoco in piazza, con la Liberazione che qui è Festa nazionale. Festeggiamo la Liberazione perché ci ha riportato la Libertà. La seconda riguarda tutti, la prima solo quelli che l’hanno fortemente voluta all’epoca (1945) e che oggi vi si richiamano. Cioè dovrebbero essere tutti i partiti tranne quelli che si richiamano al fascismo che, ci garantisce Giorgia Meloni, non riguarda Fratelli d’Italia e come dice Gianfranco Fini non riguardava neanche Alleanza Nazionale. Insomma quel che restava del fascismo era confinato al vecchio Movimento Sociale Italiano e forse nemmeno tutto. A meno che qualche collezionista di busti duceschi vada oltre il feticismo e sconfini nel sentimentalismo e nella nostalgia.

Le destre, ovviamente sbagliando, ritengono che la Liberazione riguardi solo i comunisti (che mi risultano estinti sotto il crollo del muro di Berlino). In realtà la Liberazione fu opera del CLN Comitato di Liberazione Nazionale che comprendeva varie formazioni politiche. Il Comitato di Liberazione nazionale era una formazione interpartitica formata da movimenti di diversa estrazione culturale e ideologica, composta da rappresentanti del Partito Comunista Italiano (PCI), della Democrazia Cristiana (DC), del Partito d’Azione (PdA), del Partito Liberale Italiano (PLI), del Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria (PSIUP) e del Partito Democratico del Lavoro (DL). Quindi formazioni di destra e di sinistra. Inoltre alla Resistenza, durata venti mesi, parteciparono pure formazioni partigiane di monarchici perché la priorità era quella di liberare l’Italia dai nazifascisti. Un grande ruolo dei partigiani e della popolazione si ebbe nella liberazione di Napoli, Genova, Torino e Milano che precedettero le truppe angloamericane.

Se poi fosse vero che il 25 Aprile le piazze si riempiono solo di comunisti, meglio farebbero le destre a festeggiare la Liberazione con essi. Proprio perché la Libertà che ne è derivata, riguarda tutti.

Insomma, per ristabilire la verità si è dovuto scomodare Sergio Mattarella, presidente della Repubblica che ha detto “Ora e Sempre Resistenza” citando Piero Calamandrei, politico, giurista e avvocato italiano, nonché uno dei fondatori del Partito d’Azione, che disse anche un’altra famosa frase: “la Libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare”.

Sull’argomento segnalo l’articolo di Vito Biolchini

E qui un video interessante sul 25 Aprile

“Ora e sempre Resistenza” di Piero Calamandrei

LO AVRAI
CAMERATA  KESSELRING
IL MONUMENTO CHE PRETENDI  DA NOI ITALIANI
MA CON CHE PIETRA SI COSTRUIRÀ
A DECIDERLO  TOCCA A NOI
NON COI SASSI AFFUMICATI
DEI BORGHI INERMI STRAZIATI  DAL TUO STERMINIO
NON COLLA TERRA DEI CIMITERI
DOVE I NOSTRI  COMPAGNI GIOVINETTI
RIPOSANO IN SERENITÀ
NON COLLA NEVE  INVIOLATA DELLE MONTAGNE
CHE PER DUE INVERNI TI SFIDARONO
NON COLLA PRIMAVERA  DI QUESTE VALLI
CHE  TI VIDE FUGGIRE
MA SOLTANTO COL SILENZIO DEI TORTURATI
PIÚ DURO D’OGNI  MACIGNO
SOLTANTO CON LA ROCCIA DI QUESTO PATTO
GIURATO  FRA UOMINI LIBERI
CHE VOLONTARI  S’ADUNARONO
PER DIGNITÀ NON PER ODIO
DECISI A  RISCATTARE
LA VERGOGNA E IL TERRORE DEL MONDO
SU QUESTE STRADE SE VORRAI TORNARE
AI NOSTRI  POSTI CI TROVERAI
MORTI E VIVI COLLO  STESSO IMPEGNO
POPOLO SERRATO  INTORNO AL MONUMENTO
CHE SI  CHIAMA
ORA E SEMPRE
RESISTENZA 

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2023-04-27

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